Brutal Black Project: l’estetica del dolore

Brutal Black Project: l’estetica del dolore

“Vedere il dolore nei suoi occhi, il corpo che trema e tutto il sangue mi rende orgoglioso degli obiettivi che raggiungiamo insieme, io e il cliente. Obiettivi che non sono ‘un bel disegno’, ma piegare la volontà e arrivare al limite. Quando non riesci a camminare dopo la sessione, è allora che sai che l’hai fatto bene. Il dolore passa, l’orgoglio è per sempre!”

E’ questo il “manifesto” del Brutal Black Project, un collettivo pavese di tre tatuatori che ha dato vita ad un progetto estremo legato al mondo del tattoo e nel quale il tatuaggio perde completamente il proprio significato estetico per divenire – tornare ad essere, dicono loro -, una vera e propria estrema esperienza di dolore!

Non si parla, quindi, di soggetti o disegni, nel Brutal Black, ma di reticoli, macchie o arti ricoperti solo ed esclusivamente di inchiostro nero, con una particolare predisposizione per facce, crani, colli, capezzoli e… per il sangue! “I clienti di questi sadici ‘artisti della violenza’ sono, quindi, vere e proprie cavie volontarie, persone disposte a sanguinare, a sopportare ore di dolore ed a sfoggiare per il resto della propria vita reticoli di segni inquietanti o addirittura repellenti”…

Della serie De gustibus non est disputandum… ma non chiedetecelo qui al Black Jack Tattoo Shop… Qui, al limite, possiamo farvi un occhio nero, ma traditional!

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